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La Violenza Disinteressata: Karma Yoga - La Via dell'Azione nel Bhagavad Gita come via dell'Uomo Contro il Tempo

La pace non è la legge dell'azione in un mondo
decaduto. Si deve sia accettare la violenza - la condizione di ogni sviluppo nel Tempo - sia la lotta, facendo uso dei metodi dei mondi decaduti contro questi stessi così come "Contro il Tempo", per un ideale dell'Epoca d'Oro, o per proiettare quell'ideale "fuori" questa terra visibile e tangibile, come disse Gesù di Nazareth:

"Il mio Regno non è di questo mondo."
Savitri Devi

Nel percorso eroico del milite della Tradizione l'azione è cardine del suo realizzarsi compiutamente, bussola del suo orientarsi nei sentieri impervi di un percorso tra i più ostici e anti-umani. Bene sarebbe che ci si ricordi che l'eredità trasmessaci per via del sangue deriva non dai nomadi desertici, spaesati e legati in un patto inconveniente con un'Essere altrettanto disorientato, bensì dai guerrieri che forgiati dai campi di battaglia fronteggiavano orde e Dei allo stesso tempo. La saggezza che spesso si ricerca nei testi andrebbe riscoperta nei veri testi sacri indoeuropei, a noi pervenuti sotto l'infelice etichetta del mito, della storiella e della fantasia. Lungi dal trattarsi di meri racconti bellici fatti di offesa, sangue e testosterone (anche ma non solo), in questi Miti troviamo le linee guida di un esprimere il proprio Spirito in azioni di pura ascesi. In questo articolo iniziamo una serie dedicata alla Violenza Distaccata. Poiché se non esiste azione che, per propria natura, non sia violenta o espressione di violenza come imposizione di forza, la differenza col nemico subdolo che siamo chiamati a fronteggiare è il distacco dell'animo che esegue col corpo tale violenza. Violenza Sacra è l'atto disinteressato, necessario, conscio e giudicato ma non arrestato, bensì purificato delle scorie che sentimenti di bassa estradizione corrompono e corrodono, come odio, acredine e quanto altro.

Tra i testi che decidiamo di citare, così da poterne avere un veloce usufrutto a vantaggio della realizzazione eroica di chi leggerà, così come si spera di invogliare all'acquisto dei libri, inizieremo in questa sede col capitolo terzo (o Terzo Discorso) del Bhagavad Gita, tradotto nella nostra lingua col titolo de Il Canto del Beato.


Arjuna disse:

1. Se Tu pensi che la conoscenza sia superiore all'azione, Oh Krishan, perché allora, Oh Kesava, mi chiedi di impegnarmi in questa terribile azione?

2. Con queste apparentemente ambigue parole Tu hai ora confuso la mia comprensione; perciò, dimmi qual'è quell'unica via per la quale io posso sicuramente raggiungere la beatitudine.

Il Beato Signore disse:

3. In questo mondo c'è un duplice sentiero, come ho detto prima, Oh senza peccato: il sentiero della conoscenza del Sankhya ed il sentiero dell'azione degli Yogi.

4. Non con l'astenersi dalle azioni raggiunge un uomo la libertà da esse, né con la mera rinuncia raggiunge egli la perfezione.

5. In verità nessuno può rimanere nemmeno per un momento senza eseguire azioni; perché, ognuno è costretto ad agire, in verità, senza speranza, dalle qualità nate dalla Natura.

6. Colui che, controllando gli organi dell'azione, siede pensando nella mente agli oggetti dei sensi, egli, di illusa comprensione, è detto un ipocrita.

7. Ma d'altra parte, chi controllando i sensi con la mente, Oh Arjuna, impegna sé stesso nel Karma Yoga con gli organi dell'azione, senza attaccamento, costui eccelle.

8. Esegui tu gli obbligatori doveri, perché l'azione è superiore all'inazione, ed anche il mantenimento del corpo sarebbe impossibile con l'inazione.

9. Il mondo è legato alle azioni, all'infuori di quelle eseguite per amore del sacrificio; tu quindi, Oh figlio di Kunti, esegui le azioni per quell'amore soltanto, libero dall'attaccamento.

10. Il Creatore, avendo all'inizio creato il genere umano insieme col sacrificio, disse: "Per mezzo di questo propagatevi; sia questa la vacca da latte dei vostri desideri".

11. Con questo nutrite gli dei e possano gli dei nutrire voi; così sostenendovi l'un l'altro, raggiungerete il bene supremo.

ShroudofImpurity



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