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In Tempore Adverso

In un qualunque percorso di ascesi personale è necessario fare un distinguo tra la propria persona di milite e del gregge che ci circonda. Ogni epoca ha definito metodi e categorizzazioni di umani straordinari che potessero elevarsi di mezzo al volgo per operare come militi di un'aristocrazia spirituale e guerriera. Una casta vera e propria, ridottissima nei numeri, ma che non è mai trattata a sufficienza.

A questo merito, di fondamentale importanza è la concezione dell'Ubermensch Nietzschiano. Termine che in italiano, vuoi o non vuoi per la particolare condizione di vinta/liberata/conquistata al termine del secondo grande conflitto, è stato più volte rimaneggiato ora in Superuomo e ora in Oltreuomo. Tralasciando la recondita paura dell'intellettuale di sinistra che in tutte le maniere deve cercare di salvare il pensiero dell'autore tedesco svincolandolo da un sentire politico reputato inaccettabile (ma comunque perfettamente in sintonia nonché proseguo del pensiero filosofico dinamitardo), l'utilizzo del termine Oltreuomo sarà a preferirsi in questa sede, e se ne vedrà presto il motivo. L'Ubermensch di Nietzsche si configura come non tanto un'evoluzione biologica dell'homo sapiens, quanto una sua evoluzione in termini di progressione personale e ascesi singolare. L'oltreuomo rappresenta quello stato per certi versi semidivino non più soggetto ai vincoli della società umana, forgiato a nuovo nella fonderia della morale obsoleta dell'uomo moderno, priva di ogni valore. E' l'uomo che diviene oltre poiché ha espanso la sua coscienza fuori dai limiti della comprensione umana, ha svincolato il suo Sé dal Tempo, ha sconfitto la visione lineare della progressione giudaica della Storia, non cede alla trappola del tempo circolare ma bensì nella sfera del Tempo egli decide dove collocarsi, in ogni istante conscio del suo passato e futuro fusi nel suo presente. Egli agisce e la sua azione deflagra nel reale, scuote la trama della Storia e destabilizza i confini del Tempo.

Savitri Devi, al secolo Maximiani Julia Portas (1905-1982), ha a sua volta fornito una chiave di lettura che si ritiene essere di immenso valore per l'evoluzione ascetica del militante, qui inteso come il Milite Spirituale Sovrasensibile della corrente della Tradizione (a tal proposito rimandiamo agli ottimi testi di Tradizione Formazione Rivoluzione de la Comunità Raido e Essere Comunità di Marco Scatarzi). Data la concezione ciclica della Storia, ogni ciclo storico viene definito sulla base di Eoni susseguenti, ognuno dei quali è caratterizzato da un comportamento discendente in termine di qualità. Nella traduzione ellenica le epoche erano suddivise in oro, argento, bronzo e ferro, passando quindi da un periodo aureo di assenza di fatica, morte, povertà e guerre degradandosi fino all'epoca attuale (già individuata ai tempi dei greci stessi) caratterizzata da fatica, morte, guerre e malattie, dove la vita umana è breve e l'esistenza sofferenza. Similmente nella tradizione vedica l'eone viene suddiviso in 4 epoche la cui epoca finale è il Kali-Yuga (da non confondere erroneamente con la nota divinità, bensì da intendersi come appartenente al demone Kali), perfettamente sovrapponibile all'età del ferro della nostra antica Tradizione. In quest'epoca oscura il Tempo segue la seconda legge della termodinamica in un continuo aumento del Caos, a cui corrisponde un imbruttimento dello Spirito dell'uomo e un declassamento totale e inevitabile della dignità divina dello stesso.

Nella visione, o per meglio dire comprensione, della legge divina ciclica della Storia, Savitri Devi ha implementato tre diverse tipologie di uomini notevoli, quindi tralasciando dall'equazione il resto dell'umanità che è meramente trascinato dal progredire del Tempo verso il proprio destino, più o meno impietoso. Concezione esposta nel suo Opus Magnum The Lightning and the Sun, queste tipologie rappresentano i perfetti e più grandi agenti del Tempo, gli Uomini nel Tempo (Fulmine), fautori della propagazione della morte nella Storia. Immensi, tremendi e temibili e, per quanto affascinanti e ammirabili nella loro Potenza, dei meri agenti quasi impersonali dell'azione degradante dell'era della degenerazione. Seguono quindi gli Uomini Oltre il Tempo (Sole), esseri superiori e puri, fuori dalle leggi umane-troppo-umane dell'eone. Questi peccano però di passare e non lasciare traccia nel Tempo, poiché nulla oltre il Tempo può permanere laddove le leggi del Tempo esistono. Gli ultimi sono coloro che, ironia del linguaggio, più possiamo far coincidere con l'Ubermensch, gli Uomini Contro il Tempo, coloro che incarnano sia il Fulmine sia il Sole. Costoro sono coloro che si ergono contro il degrado e la degenerazione, che guidano le loro armate contro gli eserciti della miseria e delle tenebre e che riscatteranno l'umanità e favoriranno l'avvento della nuova Epoca d'Oro. Oltre il Tempo in quanto a sentire e profetizzare, la mente rivolta a più alte sfere di comprensione, ma Nel Tempo in quanto a mezzi, consci che solo con le armi del Tempo si può contrastare il Tempo stesso. Che la violenza sia risposta necessaria e mezzo inevitabile per imporre una nuova era per la salvezza dell'umanità. Coloro che guardano alla morte con occhi di dolore eppure rispettosi del ruolo che essa gioca nell'economia del Destino.

Il vero milite dunque ascende alla condizione di Ubermensch, laddove la sua coscienza trascenda i limiti ed evolva oltre il banale umano. Egli punta dunque ad essere un Uomo Contro Il Tempo, crociato contro le armate del deserto che avanza. Compreso il Tempo nel suo vorticante Caos, porsi al suo centro e navigare nell'occhio del Maelstrom.

ShroudofImpurity



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